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Perditempo o uomini veri? |
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giovedì, 04 febbraio 2010 |
Chi ascolta e chi parte La folla di perditempo che si ferma ad ascoltare Gesù se ne va quando egli finisce di parlare. I pescatori invece sono intenti a lavorare. E Gesù li chiama a lavorare ancora. Ma proprio essi sono chiamati, ed alla fine partono con Gesù. Diventeranno pescatori di uomini, saranno anche loro testimoni per le folle di perditempo…
Stiamo sbagliando tutto? Già questa prima inquadratura del brano è sufficiente per provocare la nostra riflessione. Il testo si divide infatti in due parti: la parola di Gesù alle folle; l’azione di Gesù nei confronti dei pescatori, che vengono trasformati in discepoli. Punto di contatto è la barca: prima luogo della predicazione pubblica, poi luogo dell’incontro intimo e personale con Gesù. Il dubbio dunque sorge spontaneo: non sarà per caso che la nostra Chiesa che è in Mantova si limiti ad intrattenere le folle di perditempo, e trascuri di chiamare coloro che alla fine sono quelli che davvero partono con Gesù? Non è che chi viene alle nostre catechesi, alle nostre iniziative pastorali, ai nostri pellegrinaggi, sia proprio chi ha del tempo da perdere, e rimane poi nel suo brodo, una volta sceso dalla corriera? Non è che solo un pensionato senza più figli da accudire, senza più obblighi lavorativi, senza più impegni sociali, sia il nostro parrocchiano ideale? A ciascuno il suo Cercate di comprendere: è un dubbio buono il mio. Il dubbio che porta a discernere e a riflettere, non a distruggere e criticare soltanto. Il dubbio che porta ad ascoltare più in profondità, a guardare a ciò che fa il Maestro. Ora, noi vediamo che in questo vangelo Gesù dedica tempo alla folla, e dedica tempo ai singoli. Gesù non caccia via i perditempo, i bisognosi, quelli che vogliono ascoltare la sua parola che guarisce: anzi, si attrezza per poter parlare meglio a loro, dalla barca, improvvisando un ambiente ordinato e favorevole. Il vento porta la sua voce; il lago impedisce alla folla di accalcarsi per stare più vicino; il lago stesso è lo sfondo, splendido, delle parole del Maestro. Gesù annuncia alle folle con pazienza, senza tirarsi indietro, perché quella è la sua attività, anche se non si vede il frutto. Forse è proprio questo che colpisce Pietro, e che crea un contatto tra lui, lavoratore e pescatore, e il Maestro. Pietro sa che cosa significa lavorare a vuoto. Ma vede Gesù che annuncia con liberalità, al di là dei risultati. Tutti coloro che erano presenti se ne vanno: nessuno rimane. Ha avuto successo la predicazione di Gesù? Non si sa. Gesù è andato incontro alla folla, ma non sappiamo se la folla ha risposto. Ora con i pescatori comincia tutt’un’altra storia… Il luogo dell’intimità La barca cessa di essere una tribuna pubblica: diventa lo spazio intimo, dove avviene un incontro personale. Gesù è colui che parla; gli altri sono coloro che agiscono. Ma è la parola di Gesù che muove l’azione. Paradossalmente, il dire è qui più importante del fare. Pietro è l’unico che ci viene presentato come interlocutore di Gesù: egli appare come il capo, il responsabile della barca, forse anche il responsabile di una specie di società di pescatori. È un uomo fatto e maturo, con una competenza e una responsabilità: ma viene spiazzato dall’incontro con la parola di Gesù. La forza della parola In che modo la parola di Gesù agisce su Pietro? Possiamo vedere tre fasi. La prima: “Sulla tua parola getterò le reti”. Il comando di Gesù trasforma l’agire, il lavoro di Pietro. Gli dà un indirizzo nuovo, imprevisto. Gli fa apparire nuove possibilità, là dove ormai c’era solo rassegnazione. La seconda fase riguarda invece l’essere stesso di Pietro: “Allontanati da me, che sono un peccatore”. La parola e la presenza di Gesù fanno emergere la parte di Pietro che egli rifiuta, di cui egli non voleva prendere coscienza, che si nascondeva dietro la facciata di onesto e rispettabile capobarca. Ma nello stesso tempo è parola che riconcilia e consola: Gesù accetta l’essere di Pietro, non lo allontana per il suo peccato, lo invita a non averne paura. E fa emergere l’essenza più profonda di Pietro, la possibilità buona che si nasconde sotto l’inquinamento del peccato. “Sarai pescatore di uomini”: la parola di Gesù offre a Pietro un’identità nuova. Di fronte a quest’ultima parola non c’è risposta verbale. Non c’è più nulla da dire. Lasciano tutto e lo seguono… |