Visto con i nostri occhi
C’è vita anche in periferia
Don Alessandro Franzoni, vicario parrocchiale a Frassino e Formigosa, racconta in un libro il quartiere di Lunetta, a due passi dal centro di Mantova
24/07/2017
Andare in periferia per trovare il vero senso della vita. Là dove l’esistenza scorre anonima, quasi appiattita in un continuo ripetersi di giornate sempre uguali e l’orizzonte è una lunga fila di palazzi grigi. Anche qui, in queste zone di frontiera, è possibile incontrare la vita, fatta di persone, volti, colori e storie. Esperienze che don Alessandro Franzoni ha raccolto in un libro uscito di recente: Altro che Bronx! Racconti di un prete a Lunetta e dintorni (Editoriale Sometti).
Don Alessandro, 42 anni, è prete dal 2009 e da allora è vicario parrocchiale di Frassino e Formigosa. Il quartiere di Lunetta è una delle realtà in cui svolge il suo servizio quotidiano. A pochi passi dal centro storico di Mantova, sembra distante anni luce dal cuore della città: lontano dal clamore della Capitale della Cultura, spesso finisce alla ribalta solo per casi di criminalità.
Il suo libro è un modo per ridare valore e dignità a questi luoghi, attraverso testimonianze, sogni e difficoltà delle persone che abitano il quartiere. «L’idea è nata qualche mese fa», racconta. «Dopo aver letto alcuni articoli che avevo scritto sul giornalino parrocchiale, una persona della comunità mi ha detto: “Perché non scrivi un libro?”. Lì per lì non sapevo neanche cosa raccontare, poi ho pensato di raccogliere le esperienze incontrate in questi anni. Sono partito dalla vita concreta, nient’altro».
Tra le pagine si respira l’impegno della Chiesa in favore degli altri. Una missione portata avanti spesso in silenzio e con opere concrete, come il Centro di ascolto dove vengono accolte le famiglie più fragili, che vivono un disagio economico o sociale. Insieme agli operatori della Caritas diocesana, i volontari offrono loro un sostegno, grazie anche alla generosità di tante persone.
«Carità significa aprire il cuore, quasi in senso fisico – aggiunge don Alessandro – e permettere agli altri di entrare nella nostra esistenza affinché possano trovare ristoro nel Signore. Dobbiamo ricordarci sempre che la vita è un dono per nulla scontato. Nel libro, ad esempio, parlo di una persona malata di Sla che ho incontrato: tornando a casa, ringraziavo sempre perché potevo mangiare, sorridere, camminare, cioè vivere la vita in pienezza».
In Altro che Bronx! trovano spazio i volti delle persone che il sacerdote mantovano ha conosciuto in questi anni. Ognuno di loro gli ha lasciato un segno tangibile, lo stimolo e il supporto necessari a continuare il proprio servizio. Tra le tante storie descritte c’è anche quella di Genesis Gambirasio, un senzatetto 37enne di origine brasiliana che si guadagnava da vivere suonando sotto i portici del centro storico di Mantova.
La sua vita si è interrotta nell’ottobre 2015: fu ritrovato un sabato mattina nella sua capanna sul lungolago, morto carbonizzato a causa del falò che aveva acceso per scaldarsi. «L’ho conosciuto perché un giorno lo fermai e gli chiesi se aveva bisogno di qualcosa: da quel momento diventai suo amico», ricorda don Alessandro. «Lo accogliemmo in una roulotte nel giardino della canonica, per dargli almeno un posto tranquillo e al sicuro dove passare la notte. La sua morte mi ha segnato particolarmente in modo doloroso, però le pagine che scrivo su di lui sono ricche di gratitudine nei suoi confronti».
Anche nell’esistenza di Genesis, vissuta da «invisibile» e ai margini della società, si può ritrovare un significato più ampio, quel filo sottile che fa da sfondo alle storie del libro e le tiene unite insieme. «Il messaggio che spero di trasmettere è l’amore per la vita – conclude –, che può essere bella anche nelle difficoltà. Per questo bisogna viverla fino in fondo, lasciandoci guidare dal Signore e dalle persone buone che ci accompagnano».
Altro che Bronx! Racconti di un prete a Lunetta e dintorni (Editoriale Sometti) è disponibile in varie librerie di Mantova. Inoltre, si può trovare in canonica a Frassino e al Palazzo vescovile, in piazza Sordello 15. Il costo è di dieci euro e il ricavato andrà in beneficenza: una parte a famiglie bisognose e l’altra per le opere di Paola Federici, missionaria in servizio da oltre vent’anni in Perù.
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