Visto con i nostri occhi
«Giovani e lavoro le priorità»
Il sindaco di Mantova racconta i primi due anni di lavoro: «Mantova è una città un po’ sfiduciata, che però ha molte risorse straordinarie. Il problema è di saper unire le persone per camminare insieme»
17/07/2017
«Giovani e lavoro». Ripete più volte queste parole, il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, nella lunga intervista che ha concesso al nostro giornale. Trentanove anni, iscritto al Partito democratico, già presidente provinciale dell’Arci, Palazzi aveva vinto al ballottaggio il 14 giugno 2015. Sono passati due anni dall’elezione e con lui cerchiamo di tracciare un bilancio sulla sua esperienza amministrativa. Un’ora e un quarto di conversazione. Non per parlare di tutto, ma per concentrarci in particolare su tre temi che riguardano Mantova: lavoro, cultura e solidarietà.
Prima però con lui cerchiamo di “rompere il ghiaccio”. E gli chiediamo: come definirebbe Mantova? «Ho la percezione di una città un po’ sfiduciata – risponde –, che però ha molte risorse straordinarie. Il problema è di saper unire le persone per camminare insieme. Oggi mi pare che la sfiducia sia diminuita». Altra domanda preliminare: è difficile fare il sindaco di questa città? «È un’esperienza faticosissima ma molto bella. Io sinceramente non mi sto risparmiando».
Entriamo nel vivo del primo argomento, il lavoro, facendo notare a Palazzi che la disoccupazione all’8,7% sul territorio provinciale è un dato allarmante. Afferma il sindaco: «Il dato è provinciale, però la città sembra in controtendenza. Nel 2016, rispetto all’anno precedente, c’è stato un +1,1% per le nuove aziende, in particolare del terziario. Tuttavia, Mantova soffre in particolare per la deindustrializzazione di alcune aree. Però alla Belleli sono stati salvati circa cento posti di lavoro, mentre il “progetto pellet” darà occupazione a cinquanta persone, molte ex dipendenti della Ies in cassa integrazione. Una scelta strategica è il forte investimento sulla Valdaro, una società che era sull’orlo del fallimento. Abbiamo venduto le aree e l’insediamento della logistica Rossetto creerà 120 posti entro il 2019. Altra operazione chiusa è il supermercato Esselunga: 90 posti di lavoro. C’è poi la vicenda Burgo: la riapertura dello stabilimento deve avvenire nel rispetto della salute dei cittadini. Con la nuova Conferenza dei servizi si sta ragionando sul dimezzamento della portata dell’inceneritore. Ora ci aspettiamo che la proprietà mantenga i propri impegni soprattutto per le assunzioni».
Domandiamo al sindaco: a un giovane disoccupato, magari con laurea, che cosa direbbe? «Gli suggerirei di iscriversi, a settembre, al progetto “Finalmente una gioia”, che ha lo scopo di finanziare tirocini di formazione a 500 euro netti al mese, fino a un massimo di sei mesi, per giovani tra i 18 e i 29 anni. Inoltre sono previsti incentivi per le aziende che assumeranno con contratto a tempo indeterminato o di almeno due anni. Il progetto pluriennale impegna il Comune per 500mila euro ogni anno».
Cultura. Mantova nel 2016 ha vissuto la felice stagione di “capitale italiana della cultura”. Come dare continuità a quel successo? Risponde Palazzi: «Io mi aspettavo una flessione di turisti tra il 2016 e il 2017, ma in realtà non c’è stata. Il Comune sta intervenendo con molte risorse sul recupero del patrimonio storico e artistico: ne è un esempio il restauro della torre della Gabbia, un simbolo della nostra identità. Tra qualche settimana si chiude la gara per interventi significativi a palazzo Te in cui abbiamo già impegnato un milione di euro. Palazzo Te è un luogo chiave della città e vogliamo che i mantovani possano apprezzarlo in occasioni diverse».
Però è anche vero che l’anno di Mantova “capitale” si è chiuso con quella brutta struttura che conserva i mosaici in piazza Sordello. Lei lo sa bene, Palazzi, che non piace a nessuno… «Purtroppo l’abbiamo ereditata dalla precedente Amministrazione. Ho chiesto al Ministero di attivare un tavolo di confronto con la Soprintendenza per riflettere su come ridurne l’impatto o risolvere la questione in modo più radicale».
Migranti e rifugiati, un tema scottante: ma l’accoglienza è una scelta di civiltà, per qualsiasi popolo. Spiega il sindaco: «Noi li stiamo accogliendo, al tempo stesso abbiamo domandato al prefetto che tutti i Comuni mantovani se ne facciano carico. Li stiamo impegnando in lavori socialmente utili. In generale, abbiamo problemi maggiori con immigrati regolari che hanno perso il lavoro e con cittadini italiani in condizioni di marginalità. Per me la sicurezza è un tema importante: il Comune ha stanziato oltre un milione di euro per migliorare l’illuminazione nei quartieri, installare la videosorveglianza e promuovere i vigili di quartiere. Così i reati sono diminuiti».
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