Visto con i nostri occhi
I gruppi di preghiera, «pietre» di un mosaico
Nella basilica palatina di Santa Barbara il primo raduno diocesano. Il vescovo ne ha ricordato l'importanza e ha proposto altre occasioni d'incontro: «Insieme manifestiamo il volto di Cristo»
04/12/2017
Oltre trecento persone, in rappresentanza di più di quaranta gruppi di preghiera attivi in tutta la diocesi, hanno risposto all’invito del vescovo Marco Busca di radunarsi nella basilica di Santa Barbara, a Mantova, il 25 novembre. Incontrarsi, conoscersi, pregare insieme e vivere un’esperienza ecclesiale («testimonianza di ecclesialità» c’era scritto sul libretto distribuito ai partecipanti): sono questi i motivi alla base dell’iniziativa, che è avvenuta per la prima volta.
La preghiera, presieduta dal vescovo, ha avuto un’impostazione trinitaria. È per questo che, dopo l’invocazione allo Spirito Santo, è stata introdotta un’immagine della celebre icona raffigurante la Santissima Trinità di Andrej Rublëv. I testi biblici – tratti dalle lettere di san Paolo, con al centro il brano del Vangelo di Matteo (6,5-15), nel quale Gesù insegna ai suoi discepoli il “Padre nostro” – hanno scandito lo sviluppo dell’incontro.
Da sottolineare le “risonanze” date al “Padre nostro”, mediante la lettura di tre testi, proposti a commento della celebre preghiera di Gesù: uno di frère Roger Schutz, da cui è partita la comunità monastica ecumenica di Taizé, in Francia; un altro della beata Madre Speranza di Gesù (1893-1983), fondatrice della congregazione delle Ancelle dell’Amore misericordioso; il terzo di san Pio da Pietrelcina, nel quale il frate cappuccino scrive: «Disponiamoci sempre a riconoscere in tutti gli eventi della vita l’ordine sapientissimo della Divina Provvidenza». Molto significative anche le parole di Madre Speranza: «Dio vuole che lo chiamiamo Padre perché, come figli, lo amiamo, gli obbediamo, e per ravvivare in noi l’amore e la fiducia di ottenere quanto gli domandiamo».
Altri aspetti qualificanti della preghiera in Santa Barbara sono stati le intercessioni, i canti, le Lodi di Dio altissimo di San Francesco d’Assisi, il gesto dello scambio della pace. Tutti momenti intervallati dal suono armonioso della cetra. Prima della presentazione dei gruppi di preghiera che ci sono in diocesi e di alcune testimonianze, il vescovo Busca ha proposto una catechesi sul significato della preghiera, che ha definito «essenza della Chiesa», aggiungendo: «La Chiesa è come un albero di cui il tronco è la liturgia, in particolare l’Eucaristia. Poi ci sono tante piccole foglie che siete voi, i vostri gruppi, i quali assorbono sempre di più la vita dello Spirito comunicata attraverso i sacramenti».
Il vescovo ha suggerito di saper «chiedere le cose buone che Gesù Cristo ci ha insegnato nel Padre nostro». Impiegando un’altra metafora – quella del mosaico con il volto di Cristo –, monsignor Busca ha ricordato che «solo tutti insieme manifestiamo quel volto» e che «ogni gruppo ha la propria identità all’interno della Chiesa diocesana e della comunità parrocchiale». Ha aggiunto: «Se siamo una Chiesa bella attiriamo, perciò vi chiedo di non isolarvi, ma di essere inseriti nel cammino della Chiesa diocesana», facendo in modo che gli itinerari e le proposte diventino nutrimento per ciascun gruppo.
Il vescovo ha ricordato quali potrebbero essere i momenti in cui i gruppi potrebbero ritrovarsi: la veglia nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la veglia di Pentecoste, la Settimana della Chiesa mantovana. «Sono momenti in cui il mosaico è più importante della pietruzza e si vede dove collocarsi con la propria pietruzza».
Altre iniziative concrete: il trovarsi una volta all’anno a pregare insieme – proposta accolta dagli applausi dell’assemblea – e il saper valorizzare la reliquia del Preziosissimo Sangue custodita nella basilica di Sant’Andrea, collegandola alle “ventiquattro ore per il Signore” proposte da papa Francesco per la Quaresima. Una “maratona” di preghiera di lode, adorazione e intercessione. Finora la preghiera era stata distribuita in dodici ore: il vescovo invece ha chiesto che esse diventino ventiquattro. È un impegno che, i gruppi, a turno, potrebbero adeguatamente coprire, anche nei momenti della notte.
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