Mantova cultura 2017
Quasi al primitivo splendore
Il libro di Paola Artoni ripercorre le vicende legate alla chiesa di San Francesco a Mantova
11/09/2017
Il secondo numero dei Quaderni di Postumia è un viaggio nella memoria tra arte e storia. Con Quasi al primitivo splendore. Restauri nel ‘bel San Francesco di Mantova’, Paola Artoni, storica dell’arte dell’Università di Verona, affronta per la prima volta un tema affascinante. Il libro viene presentato mercoledì 13 settembre alle ore 21.15 a Casa della Beata Osanna Andreasi, nel ciclo “Serate in giardino”.

Il ‘bel San Francesco’, come veniva chiamata la chiesa collocata nella Civitas Nova, appena oltre il limite della Mantova più antica, sorta laddove frate Benvenuto, discepolo di San Francesco, aveva fondato un oratorio, ha conosciuto stagioni gloriose, come Pantheon per i primi Gonzaga, ma anche distruzioni devastanti. L’ampio volume si sviluppa esaminando le vicende a partire dall’Ottocento, quando da tempo la stagione gonzaghesca è tramontata e, già da inizio Settecento, il convento è diventato una base d’appoggio per i francesi presenti a Mantova. Nel 1782 il convento viene infatti soppresso, nel 1797 la chiesa è chiusa al culto, dal 1811 trasformata in arsenale militare, spogliata degli arredi monumentali e suddivisa in due piani e, dal 1854, isolata dal resto della città tramite le mura e un fossato.

Lo studio di Paola Artoni, esito di un lungo itinerario di ricerche sul tema iniziate in occasione della sua tesi di dottorato (dedicata alle soppressioni dei conventi francescani di Mantova e di Grazie di Curtatone) e completate con le ricerche condotte negli archivi di Mantova, Verona, Brescia e Roma, prende il via dall’alba dell’Ottocento, secolo nel quale sono protagoniste alcune figure importanti legate alla storia del restauro e della tutela non solamente di questo angolo d’Italia. Il Novecento è il secolo delle grandi contraddizioni, tra le problematiche legate al passaggio di proprietà e al ritorno dei francescani, passando per i restauri dell’inizio degli anni Quaranta, condotti da Aldo Andreani, fino ai giorni terribili delle bombe e della violenza inaudita che riduce a polvere e briciole gli antichi affreschi che avevano illuminato la chiesa nei secoli.

Le pagine dedicate alla ricostruzione post bellica sono tormentate ma anche cariche di speranza se, nel 1954, Memore Pescasio dava conto dei restauri già compiuti fino a quel momento e preannunciava nuovi interventi per riportare il complesso “quasi al primitivo splendore”. Bisognerà infine attendere l’ultimo decennio del secolo affinché una nuova luce faccia risplendere gli affreschi della cappella Gonzaga, ovvero le Storie di San Ludovico, in un’operazione di restauro, condotta da Augusto Morari, che si rivela ancora oggi valida e che dovrebbe spingere alla virtuosa emulazione per la cura dei restanti affreschi che costituiscono il più importante ciclo trecentesco ancora presente a Mantova.

Il volume è completato da un ricchissimo apparato fotografico, un vero e proprio reportage che documenta i restauri, i bombardamenti e il cantiere di ricostruzione, e di un’ampia appendice che riporta le trascrizioni dei diari dei frati degli anni Quaranta e Cinquanta restituendo pagine di storia ma anche di vita quotidiana del convento.

Il libro, edito dall’Associazione Postumia, stampato dalla Publi Paolini di Mantova, è stato realizzato con il contributo del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona ed è patrocinato dal Comune di Mantova. Le prefazioni sono a cura di Nanni Rossi (Associazione Postumia), Roberto Navarrini (direttore scientifico delle edizioni), padre Davide Bisognin (storico della Chiesa), Loredana Olivato (docente emerito dell’Università di Verona).

L’autrice:
Paola Artoni (Mantova, 1973), storica dell’arte, ha conseguito il dottorato di ricerca in Beni Culturali con una tesi in Storia dell'arte moderna dedicata al Santuario della B.V. delle Grazie e a San Francesco in Mantova. Dopo avere lavorato per dieci anni come assistente tecnico museale nel Palazzo Ducale di Mantova, dal 2010 è funzionaria responsabile del Centro LANIAC (Laboratorio di Analisi Diagnostiche Non Invasive per l’arte antica, moderna e contemporanea) dell'Università di Verona. Nello stesso Ateneo è cultore della materia per Storia delle Tecniche e del Restauro e docente per il corso “Laboratorio sulle tecniche di indagine non invasiva delle opere pittoriche”. Autrice di monografie e di pubblicazioni scientifiche dedicate, in particolare, alla pittura mantovana e veneta del Cinque-Seicento, ha curato alcune rassegne d'arte contemporanea in spazi pubblici e privati.

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