Visto con i nostri occhi
Si riparte, voglia di cambiare
Il passaggio al 2019 contraddistinto da momenti di preghiera in tutta la diocesi. Accogliendo l’invito di papa Francesco, ci si è fatti carico delle «piaghe» della Chiesa. Gli auguri delle Clarisse di San Silvestro
07/01/2019
Anno nuovo, vita nuova, dice un antico proverbio. Spesso si incomincia il nuovo cammino o con le migliori intenzioni o affidandosi alla buona sorte, come se gli avvenimenti procedessero in base a chissà quali strani meccanismi. Il credente invece sa che Gesù Cristo è il Signore della storia: solo accogliendo lui, i suoi disegni e il suo Spirito, è possibile avviarsi verso un futuro di rinnovamento e di speranza. Sono state animate da questi significati le circa trecentocinquanta persone che, la sera del 31 dicembre, a cavallo tra il 2018 che se ne stava per andare e la “partenza” del 2019, si sono raccolte in preghiera in diversi luoghi della diocesi. Otto, per l’esattezza: Mantova (chiesa di Santa Teresa dei Carmelitani scalzi) e poi, procedendo da nord verso sud, Castiglione delle Stiviere, Olfino di Monzambano, Cereta, Asola, San Silvestro, Brede di San Benedetto Po e il Santuario della Madonna della Comuna a Ostiglia.
«È stata un’importante esperienza di comunione – afferma suor Chiara Brunetti delle Sorelle di San Francesco, comunità di Brede, tra le coordinatrici dell’iniziativa –. Un’esperienza di Chiesa, perché eravamo riuniti per lo stesso motivo: fare nostro l’invito di papa Francesco alla preghiera e al digiuno affinché tutti i cattolici si facciano carico delle “piaghe ecclesiali” degli abusi sessuali, di potere e di coscienza, come pure di tutte le forme di corruzione spirituale e di clericalismo». Suor Chiara ricorda che, in media, in ogni luogo c’era una trentina di persone, provenienti da diverse parrocchie, alcune perfino da fuori diocesi; il vescovo Marco Busca ha partecipato alla veglia in Santa Teresa a Mantova. La comunione di cui parla suor Chiara deriva anche dal fatto che la veglia è stata preparata insieme, con le stesse letture e gli stessi gesti.
Eravamo presenti all’incontro di preghiera svoltosi nella cappella delle Clarisse a San Silvestro, in un clima profondo e raccolto, ma anche molto familiare. Al centro della veglia c’era la Parola di Dio, con il prologo del Vangelo di Giovanni: «Il Verbo si fece carne... In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini». Poi le “risonanze” attraverso i ritornelli cantati e i testi di papa Francesco, san Giovanni Paolo II e altri autori. Molto significative le parole di papa Francesco: «Tutti abbiamo ricevuto lo Spirito Santo con il Battesimo: quindi è necessario vivere in maniera coerente con le promesse battesimali. In maniera coerente, non con ipocrisia. Il cristiano non può essere un ipocrita: deve vivere in maniera coerente. Le promesse del Battesimo hanno due aspetti: rinuncia al male e adesione al bene. Ma non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene».
Quindi, nella veglia, i gesti, altrettanto eloquenti: l’attingere luce dal cero (simbolo di Cristo), il
deporre un pezzo di carbone (l’anima sporcata dal peccato), l’accogliere una pietra trasparente, segno di quel “diamante” che è la nostra anima quando lascia passare la luce di Cristo. La veglia si è conclusa con la benedizione eucaristica, accompagnata dalle parole: «La venuta di Gesù Cristo vinca le tenebre del male e ci riveli al mondo come figli della luce».
Terminata la preghiera, i partecipanti si sono ritrovati con le suore per lo scambio degli auguri e un brindisi con lo spumante. Prima di lasciare il monastero, abbiamo chiesto alla superiora delle Clarisse, suor Giovanna Zangoli, un messaggio per l’anno nuovo. Ci ha detto così: «Vi auguriamo di fare della vostra vita uno spazio ospitale al nostro Dio che si fa piccolo per noi. Il suo amore ci interpelli e ci spinga a vivere come lui in umiltà, speranza e condivisione con i fratelli più poveri. Allora nascerà anche in noi la gioia e la pace». Facciamo nostre queste parole, estendendole ai lettori della “Cittadella”. Buon anno, di cuore, a tutti.
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